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Glasgow tra gotico, rock e… armadilli

21 giugno 2018 380 0 0

Glasgow stupisce, sempre e comunque, sotto ogni punto di vista. Chi sapeva che Paperon de’ Paperoni, ovvero l’inconfondibile Uncle Scrooge dei fumetti Disney, nacque proprio in questa città scozzese? I suoi creatori hanno infatti deciso che qui, facendo il lustrascarpe, l’allora paperotto guadagnasse la sua prima moneta, la mitica ‘Numero Uno’. Le origini del vecchio papero potevano essere collocate ovunque, ma Don Rosa decise di piazzarle proprio qui, a sottolineare la peculiarità di questa città. Ma a Glasgow non sono nate solo celebrità del regno della fantasia: originario di questo luogo è anche il famosissimo architetto Charles Rennie Mackintosh, per non parlare dei due fratelli chitarristi – nonché fondatori – degli AC/DC, Angus e Malcolm Young.

Questa breve introduzione per evidenziare il fatto che Glasgow è sì la più grande città della fiabesca Scozia, ma è anche – soprattutto – qualcosa in più. Il perché lo vedremo in questo breve articolo, dedicato interamente a quella che è la terza città più grande della Gran Bretagna.

Un tempo, per via delle sue industrie e dei suoi porti, Glasgow era l’esatto opposto della capitale Edimburgo: quanto quest’ultima era elegante, tanto l’altra era degradata e sì, abbastanza pericolosa. Oggi, invece, Glasgow si presenta come una città rinata, eccezionale centro culturale ed artistico, e vero santuario dei pub: chi visita questa città, infatti, non può fare a meno di provare a fare il sub-crawl, ovvero il giro di tutti i principali pub situati lungo la linea della metropolitana. La regola, per chi volesse seguire la tradizione, è quella di scendere ad ogni fermata (in totale sono 15) ed entrare in un nuovo locale per sorseggiare le tipiche birre real ale e lo scotch whisky, nonché per ascoltare il meglio del rock scozzese. Non bisogna infatti scordare che, proprio in questi pub, sono nate rock band apprezzate a livello internazionale, come i Simple Minds e, più recentemente, i Mogwai, i Franz Ferdinand e i The Fratellis.

Chi non esagera con il giro dei pub dovrebbe avere sufficiente forza, il mattino seguente, per visitare il centro storico di Glasgow, caratterizzato dal contrasto tra i palazzi vittoriani e le costruzioni più moderne. Da non perdere la grande piazza centrale, ovvero George Square, che ospita le statue degli scozzesi più importanti di sempre, da Sir Walter Scott in poi. Ma se si volesse respirare l’aria più popolare della città scozzese ci si dovrebbe spostare dal centro per andare verso la parte ‘vecchia’ della città, ovvero l’East End: qui svetta la maestosa Cattedrale gotica, unica cattedrale medievale sopravvissuta al terremoto della Riforma Protestante.

Gli amanti dell’arte non dovrebbero poi lasciarsi scappare l’occasione di visitare la Burrel Collection, ovvero quella che è, a livello mondiale, la raccolta più famosa messa insieme da una sola persona. Sir Burrel, dopo aver raccolto all’incirca 8.000 oggetti artistici in giro per il mondo – tra i quali ceramiche cinesi, papiri, sculture greche e opere di Rodin, di Cezanne, di Renoir e di Rubens – regalò infatti tutto quanto alla città di Glasgow. Se, invece, si volesse inquadrare quello che è il simbolo della Glasgow più moderna, molto probabilmente si dovrebbe guardare all’Auditorium Clyde, rinomata sede di conferenze e soprattutto di concerti che, pur volendo richiamare con la sua struttura gli scafi delle barche, è finita per diventare famosa sotto il nomignolo affettuoso di ‘Armadillo‘, per la somiglianza con il piccolo mammifero.

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