Lufthansa experience

Viaggiare per aiutare gli altri: quando il volontariato fa scoprire il mondo

22 febbraio 2018 145 0 0

Il volontariato e i viaggi vanno sempre più di pari passo: scoprire nuovi Paesi e nuovi angoli del mondo, infatti, significa molto spesso venire a contatto con delle popolazioni che hanno bisogno di aiuto, e quindi, da questo punto di vista, si può senza dubbio dire che viaggiare ci stimola a fare qualcosa in più per i meno fortunati. D’altra parte, il volontariato stesso permette di viaggiare negli angoli più sorprendenti del nostro pianeta: negli ultimi decenni, non a caso, sono nati moltissimi programmi che permettono a tutti di viaggiare e allo stesso tempo di fare volontariato a livello internazionale, cogliendo così l’occasione di aiutare il prossimo e visitare di volta in volta dei Paesi lontani.

Sono moltissime le persone che decidono di dedicarsi al volontariato in Paesi poveri o in via di sviluppo, e per questo preparano le valige, prendono l’aereo e si immergono in nuove realtà, impiegando il proprio tempo e le proprie competenze per rendere migliore la vita dei meno fortunati. E in alcuni casi le storie di questi viaggiatori generosi sono davvero interessanti e ricche di spunti per organizzare tanti altri viaggi benefici: è senz’altro questo il caso del viaggio compiuto due anni fa da Riccardo Prati, 50enne di Forlì, che ha fatto 13mila chilometri in moto tra Panama City e New York, con l’obiettivo di raccogliere dei fondi per aiutare i bambini più poveri dell’Honduras e della Bolivia.

Così come spiegato da Prati all’epoca sulle pagine de Il resto del Carlino, Riccardo è partito alla volta dell’America centrale insieme ad altre 23 persone, all’interno di un viaggio benefico organizzato dalla onlus di Roma MotoForPeace. Riccardo non era nuovo a simili imprese: nel 2006 era stato infatti in Sierra Leone per recuperare e aiutare i bambini soldato. Ma si sa, il volontariato è un mondo che, una volta conosciuto, non si vorrebbe più abbandonare. E così un gruppo formato da 24 partecipanti, 12 moto e due furgoni ha attraversato l’America Centrale, fermandosi di città in città per incontri istituzionali e per raccolte fondi. Ovviamente, l’occasione è stata propizia per vedere dei luoghi meravigliosi: tra un impegno e l’altro i volontari hanno infatti potuto visitare i siti Maya dello Yucatan, i vulcani del Costa Rica e tantissime città americane.

E la moto è stato il mezzo per eccellenza scelto anche da due altri viaggiatori ‘per beneficenza’ italiani: parliamo di Gabriele Saluci e Daniel Mazza, i protagonisti dell’iniziativa ‘Carichi per il Vietnam‘. I due sono infatti decollati da Torino alla volta di Hanoi e lì, nella affascinante capitale vietnamita, sono saliti in sella a due motorini per attraversare tutto il Paese. L’obiettivo? Distribuire a 6.000 bambini vietnamiti oltre 100 chilogrammi di materiale scolastico, ovvero penne e quaderni, il tutto in un viaggio di 4.000 chilometri con tappe nelle scuole più povere. Anche in questo caso, dunque, il fine è stato benefico, grazie ad una raccolta fondi effettuata su Internet. E così, aiutando i bambini vietnamiti ad avere un’istruzione migliore, Gabriele e Daniel hanno avuto l’opportunità di scoprire la cultura vietnamita, vivendo per circa un mese a tu per tu con la popolazione più autentica, lontani dai bagliori tipici del mondo prettamente turistico.

Come detto all’inizio, dunque, viaggiare e fare del volontariato sono due azioni che vanno a braccetto, e che danno entrambe grandissimi soddisfazioni. E noi di Lufthansa lo sappiamo bene: nel 1999 tredici dipendenti della nostra compagnia hanno infatti fondato l’organizzazione umanitaria Help Alliance, che aiuta i bambini e i ragazzi in alcuni dei Paesi più poveri del mondo ad accedere ad un’educazione scolastica in grado di migliorare la loro vita.

share TWEET share